autonomia differenziata

Da qualche mese tiene banco il progetto iniziato sotto il governo Pd ( Renzi-Gentiloni) dell’autonomia differenziata, oggi ripresa dal governo giallo-verde. Il ministro Bussetti ne ha annunciato la fattibilità ovviamente dopo un confronto con i sindacati. Il M5S però sembra contrario e con i suoi maggiori esponenti nel campo della scuola, ha fatto sentire la propria voce. L’autonomia differenziata sarebbe un vero e proprio stravolgimento della scuola pubblica e statale, con i contratti che diventerebbero regionali come anche l’offerta formativa che a quel punto varierebbe da regione a regione con delle differenze sostanziali in tutta la nazione.

Un modello che non piace in primis ai docenti e che segnerebbe l’addio definitivo alle 18 ore settimanali e alle 40+40 di attività funzionali. Sembrerebbe dalle bozze che circolano in rete che il modello sia quello Trentino, con molte più ore di didattica e di attività funzionali e con i Dirigenti Scolastici sempre più soli al comando. Inoltre i trasferimenti sarebbero vietati ed il margine tra nord e sud destinato ad allargarsi, con il sud sempre più solo e abbandonato a se stesso. I docenti anche dai vari commenti sui social sperano nel Movimento 5 Stelle per evitare l’autonomia differenziata.

“Un progetto che troverà la nostra dura opposizione, non si può dividere l’Italia sull’istruzione. Se servirà scenderemo in piazza per dimostrare il nostro disappunto e per ribadire come la scuola debba offrire a tutti gli studenti da nord a sud le stesse possibilità.” Questo il commento del Prof. Fulvio Papagallo presidente nazionale dell’ associazione DIPA Scuola.

Di seguito vi riportiamo le bozze delle regioni che ad oggi hanno chiesto l’autonomia differenziata della scuola.

BOZZA LOMBARDIA

BOZZA VENETO

BOZZA EMILIA ROMAGNA